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Spiegazione scientifica e scienze cognitive

                               

 

Introduzione

Nel linguaggio comune, ma anche in psicologia, è usuale affermare che un determinato evento, interno o esterno al soggetto, ne spiega il comportamento, o una credenza, o un desiderio. L'uso del termine «spiegazione»,Leonardo da Vinci: Proportiones humani corporis apparentemente innocuo, può tuttavia comportare diversi equivoci, che si rivelano particolarmente gravi sul piano epistemologico quando si affronta il problema fondazionale delle scienze cognitive. Alcune distinzioni preliminari saranno quindi opportune per chiarire in che termini possiamo parlare di spiegazione scientifica, e quale fra le diverse letture del problema meglio si applica alla spiegazione psicologica; in un secondo momento vedremo come la stessa misurazione delle scienze cognitive con questo metro epistemologico susciti ulteriori problemi interpretativi, non più generali, ma strettamente pertinenti alla natura del tutto speciale delle scienze in questione. Affronteremo quindi il problema secondo un programma in due tempi, il primo relativo alla definizione in generale della spiegazione scientifica come risposta a una domanda-perché, mentre nel secondo tempo confronteremo questa definizione con i problemi dell'ambito cognitivo, dove le connessioni causali non possono essere seguite passo dopo passo.

Quando gli studiosi, riprendendo la formulazione di Aristotele, hanno cominciato a considerare la spiegazione scientifica come risposta a una domanda-perché, si è dapprima imposta l'idea che ogni spiegazione sia di tipo inferenziale, a partire da leggi universali. Lo schema nomologiico-deduttivo (DN) così proposto dallo storico lavoro di Hempel e Oppenheimer intendeva quindi la spiegazione come sussunzione sotto una legge, la cosiddetta «legge di copertura».

Questa opinione tuttavia ha rivelato nel corso dei decenni successivi parecchi punti deboli, tra i quali per i nostri scopi considereremo brevemente solo i seguenti:

 

Università degli Studi di Pisa, Corso di Epistemologia ( prof. G. Tamburrini), AA. 2000-2001